giovedì 8 novembre 2012

Normoraptortipo





In questo post tenterò di descrivere il profilo del classico possessore di raptor denominato LAMIEROTIPO.
Il lamierotipo è una specie in continua evoluzione,diffusione e crescita. E' principalmente diffuso nel centro e nord Europa ma comincia a prendere piede anche al sud.
E' un bipede  razionale, ed  è tranquillo fino a quando riesce a controllare le cose che gli stanno intorno. Di solito è attento ai consumi ( gasolio,  acqua,  elettricità, ecc) e odia gli sprechi, ma ci sono dei brontoderivati ancora in fase evolutiva non ancora pienamete trasformati.
Le altre razze (BRONTOSAURI) definiscono il lamierotipo un "*******" per la sua oculatezza nei comportamenti e consumi durante i viaggi.

In principio erano solo coppie,  raramente  accompagnati dalla prole (al massimo qualche pelosone).
Attualmente l'evoluzione della specie comprende  anche famiglie  di 5 persone, cosa impensabile fino a poco tempo fà (evitiamo i soliti commenti  in merito al CAPITANO della nave).
Spesso il lamierotipo utilizza il suo mezzo come seconda macchina, per non smentire la sua proverbiale attitudine a razionalizzare e non vuole cambiarlo  solo per apparire, anche se è sempre ben informato sulle evoluzioni del mercato.
Abitudine molto diffusa tra i lamierotipi è battezzare il proprio mezzo con nomi che hanno un significato sconosciuto ai più.
Anche nel mondo dei lamierotipi del sud Europa stanno prendendo piede i LAMIEROPSEUDOSPORTIVI. Una particolare variante della razza che attrezza il proprio raptor come una macchina da F1 (riferimenti a cose o persone sono puramente casuali). Questa sottospecie (intesa come variante in minoranza della specie) impiega il proprio tempo nell'abbindare  il proprio mezzo con minigonne (non quelle che pensate voi), cerchi in lega e assetti variabili durante tutto il tempo dell'anno e non solo nel peiodo degli amori.
Mettiamo alcune foto di lamierotipi scattate nel loro ambiente naturale che evidenziano in maniera inequivocabile l'eleganza e il portamento di questa bellissima e regale razza.



KIRK
ENTERPRISE: Possl Roadcruiser del 2011
FABIO E ANNA
PIACENZA


TOPANGA E LA VERA TOPANGA
RAPTY: KNAUS BOXSTAR SOLUTION  2012
MAURO, DEBORAH, JURIJ e ZOE
PADOVA



DARIO BONETTO
 PETIT:  ADRIA SPACE
DARIO, DANIELA E ALICE
TORINO

GATTUATI
DODO: GLOBECAR CAMPSCOUT 2011
PAOLA E GABRIELLA
MILANO



LUVAL 
***** , ADRIA  TWIN 2008
LUCA, SIMONA, CHIARA E MARCO
MONZA E BRIANZA 

PAOLO E PAOLA
LUI: ADRIA TWIN 2008
PAOLA E PAOLO
BRESCIA
CUSTODE
MES
*****:PROTOTIPO MES ITALIA
STEFANO, STEFANIA, MATTEO, SILVIA E EMMA
VICENZA





VIDEODUE  Amm. Gruppo Fb
FRANCO E FRANCESCA KNAUS BOXSTAR STEET 600 2008 
NAPOLI



NIGIO
POLLICINO : ROLLER TEAM LIVINGSTONE 2 PRESTIGE 2011
NIGIO ( GIOVANNI )  SILVIA ( LALEO)
CERVIA ( RA )




LUCKY JOINT
JOINT AVVENTURA DUCATO 2.3
LUCIANO e STEFANIA
VENEZIA



Massimo Pedron Family
...... Adriavan 2004
..........................................
TREVISO


NEMESIS
........................HELIX MASTER 2.5 (?)
MARIO & FAMILY
TORINO

mercoledì 7 novembre 2012

Ci presentiamo ... Paola e Paolo più Lui .


Questi siamo noi , veniamo da vacanze di vario genere , tra cui moto/vacanza  e auto/vacanza .

Normandia 2006
Addirittura 2004 sfruttando il furgone da lavoro , caricato di letto piu' cassettiera + tavole da surf e tutto il resto, senza dimenticare l'indimenticabile Honda Dominator .. ci fermiamo 15 giorni in un area di sosta quasi come fossimo un camper ..
La somma di tutte queste vacanze in liberta' ci ha portati a cercare un mezzo che rispecchiasse tutte queste esperienze , da li , la ricerca di un Raptor . 
All'inizio non e' stato facile , in quanto nel 2006 non c'erano gran possibilita' di scelte , poche marche , anche in fiera , si contavano in una mano ; escludendo gli allestitori artigianali che erano fuori budget . Tralasciamo l'usato che circolava al tempo , economico con piu' di vent'anni su motorizzazioni  improponibili .. l'usato di qualche anno , quasi al prezzo del nuovo .. Da qua la decisione di un Nuovo .
Concessionari che a catalogo avevano i furgonati , ma quando chiedevi informazioni sconsigliavano l'acquisto e ti mostravano altre tipologie , solo per sopperire al fatto di non avere il mezzo in esposizione  . Un concessionario mi consiglio' di cercare dell'usato ma non in lombardia in quanto come tipologia non aveva mercato da noi , ma dirigermi nel Torinese , maaaa .. questo e' gia' due anni che ha chiuso i battenti , si capisce anche il perche' . 
Alla fine  Lui  ADRIA TWIN del 2008 su Ducato 2.3 ( 120 CV ) colore grigio con disposizione classica ( matrimoniale posteriore ) ; omologato per 4 persone viaggio e 2 + 1 per la notte .Con il + 1 si intende avere di serie un posto letto trasformabile  dalla dinette ( abbassando il tavolo e sistemando i cuscini ) ma di lunghezze ridotte , solo per bambini .
Lui di freddo metallo , e non solo , ci scalda il cuore con le tante avventure passate ma anche con quelle che ci fara' passare ( sulla fiducia ).


Lui







martedì 6 novembre 2012

PRONTI PER L'INVERNO? (Parte seconda)




Spostiamoci adesso alla parte abitativa passando per i vetri della cabina che meriterebbero una bella pulizia interna prima dell’inizio stagione, un po’ per non ritrovarseli ripetutamente segnati dalle ventose dei termici, un po’ perché il buio arriva prima e i fari altrui diventano più fastidiosi se il vetro e zozzo. Inoltre la condensa si asciuga meglio e non forma sgradevoli arabeschi d’unto. L’abitudine andrebbe reiterata dopo ogni uscita.

Il cuore pulsante di un Raptor è, d’inverno, il riscaldamento. Se si ferma sei morto (di freddo). Prevedere una pulizia interna della stufa annuale se è una Truma radiante (3002 o affini) da fare prima dell’inverno e non alla fine dello stesso. Una revisione ogni due anni se si tratta di un Webasto (o similari) salvo lo si usi poco d’inverno allora è sufficiente ogni quattro. Per la Truma Combi, non montandola sui nostri allestimenti non ho idea di quali siano le prescrizioni, meglio rivolgersi a un centro specializzato e porre a loro la domanda.
Per tutte, comunque, non deve mancare, prima dell’inizio stagione, la pulizia della ventola. Se non l’avete mai fatta vi potreste stupire della quantità di polvere che si affeziona alle palette del ventilatore diminuendone sensibilmente la portata fino ad azzerarla. Nella Truma radiante si accede al ventilatore smontando la carenatura. NON soffiate sulla ventola ma usate un aspirapolvere altrimenti tutto ciò che togliete ve lo ritrovate nell’abitacolo alla prima accensione per la felicità degli acari.
Nel Webasto (et similari) bisogna togliere il carterino dal lato dell’aspirazione e vi troverete davanti la ventola. Purtroppo, però, potrebbe non essere sufficiente, perché tra i carter della parte centrale c’è ancora una “collana” di metallo che ha proprio la funzione di catturare i batuffoli di polvere più grandi ma per pulirla (se inserita troppo in profondità) potrebbe essere necessario smontare l’intera caldaia dai tubi e dal supporto. Niente di difficile se l’apparecchio è montato in un posto accessibile altrimenti…fate i complimenti al progettista e buon divertimento.
Nella Combi bisogna smontare la “chiocciola” contenente la girante per “criceti” (ventilatore radiale) e procedere con pennello e pistola dell’aria.
Tornando al Webasto (o similari) il combustibile per l’alimentazione ha decisamente la sua importanza. La casa costruttrice consiglia vivamente di non usare additivi “fai da te” (benzina o botticini di prodotti vari) poiché potrebbero incrostare i sensori interni alla caldaia. Bisogna obbligatoriamente rifornirsi di gasolio invernale che regge fino a – 14 (dipende però dalle marche) o di artico che è adatto per temperature fino a - 25 e oltre (si trova solo nelle zone montane). Gestire quindi i rifornimenti è fondamentale. ( AGGIORNAMENTO 2014 )  La casa, in riferimento alle sue recenti versioni, 200ST e 3900 EVO, ammette l'utilizzo degli additivi senza piu' alcun problema.L'importante,aggiungo io, e' che siano specifici e non fai da te .
Si può anche procedere all’isolamento della pompetta di alimentazione che, essendo di ferro, diventa un punto critico (se montata all’esterno). È sufficiente dell’isolante per tubi idraulici tagliato per lungo e avvolto attorno alla pompa con delle normali fascette elettriche per fissarlo. Non serve a molto ma aiuta.
Per le bombole del gas non ci sono problemi poiché oramai sono tutte montate all’interno e quindi beneficiano del calore indotto del riscaldamento. Si può, eventualmente, optare per quelle caricate a propano (quelle normali sono una miscela tra propano e butano e il gas gela già a – 5°) poiché resistono meglio al freddo ( si dice fino a – 35° ma sporcano di più le apparecchiature e hanno un rendimento leggermente inferiore). Chi avesse ancora il bombolone e che, quindi, rischia maggiormente gli effetti del freddo può dotarsi di una piccola resistenza con consumo elettrico minimo da applicare all’uscita del riduttore di pressione e cioè nel punto dove il gas gela. Inutile, anzi controproducente, isolare il riduttore stesso poiché si riduce il freddo esterno ma si tiene all’interno dell’isolante quello prodotto dalla riduzione di pressione che è molto elevato.
Passando all’impianto dell’acqua cominciamo dicendo che non sarebbe male provvedere a una pulizia del serbatoio di scarico poiché la sporcizia accumulata nel tempo può favorire il congelamento ad esempio nella valvola di scarico. Stessa cosa per gli eventuali sifoni degli scarichi interni se posizionati in vani non riscaldati.
Procedere poi con il trattamento all’olio di vaselina per le guarnizioni delle valvole di scarico e per quella della cassetta del WC. Un’altra cosa da controllare, stendendosi sotto il mezzo, e che i tubi che portano le acque di scarico al serbatoio non abbiano, nel tempo, ceduto leggermente formando dei possibili punti di ristagno. In tal caso riportarli all’altezza giusta aiutandosi magari con bacchette rigide fascettate (con fascette da elettricista) al tubo stesso.
Durante l’utilizzo del mezzo, se avete notato dei punti all’interno in cui i tubi passano dove la temperatura risulta particolarmente bassa, potrebbe essere utile, di notte, lasciare leggermente aperto lo sportello del mobile incriminato oppure, con un po’ più di manualità, montare una griglia per la circolazione dell’aria. Se siete pignoli potete anche ridurre la pressione nell’impianto aprendo i rubinetti dei lavandini e la valvola del WC con la pompa spenta fino a quando non esce più acqua. Ricordatevi di richiuderli al mattino però (dopo aver debitamente riportato l’impianto in pressione pena sputacchi d’acqua in faccia e sui fornelli).
Se, quando non lo usate, avete il mezzo parcheggiato all’aperto non è necessario che vi dica di svuotare l’impianto completamente. In tal caso per preservare le cartucce dei miscelatori a volte non basta scaricare semplicemente l’acqua con i rubinetti aperti ma potrebbe essere utile soffiare dentro il rubinetto se non con un po’ d’aria compressa almeno con la bocca.
Lo stesso trattamento che avete riservato alle guarnizioni delle porte fatelo anche a quelle delle finestre e mentre ci siete date un occhiata alle sigillature di oblò e pertugi vari sul tetto (la neve e il ghiaccio sul tetto provocano notevoli ristagni). In caso di necessità una ripassata con sigillanti appositi (NON SILICONE!!!) non fa male.
Un’attenzione particolare va dedicata alla batteria servizi. Il consiglio di cambiarla preventivamente dopo quattro anni vale anche per lei. Ricordate comunque che prima di ogni partenza va ricaricata bene. Non è sufficiente, dopo averla usata per un weekend, fare un paio d’ore di viaggio (per ricaricarla completamente possono essere necessarie dalle 5 alle 10 ore). Sembrerà carica ma non lo sarà (a meno che non si utilizzino apparecchi potenziatori di carica) e la volta dopo le ore di autonomia saranno inferiori. Di volta in volta la sua efficienza diminuirà drasticamente. Non contate molto neanche sul pannello solare perché d’inverno il suo rendimento è molto basso. L’ideale è allacciare il mezzo alla 220 per almeno 24 ore, partirete carichi e la batteria vi durerà di più.

Per finire alcuni consigli per combattere meglio il freddo.
Utilizzate le protezioni parzializzatrici delle griglie del frigo (per chi ha il trivalente).
Fatevi, in casa, dei salsicciotti imbottiti da posizionare alla base del portellone scorrevole come si usavano una volta per i serramenti.
Per chi non ha problemi con i tappeti sono un ottimo aiuto. I pavimenti dei furgonati sono raramente isolati e anche se lo sono è una delle parti del mezzo che trasmette più il freddo.
Se avete del metallo scoperto provate a rivestirlo con dei pezzi di stoffa, anche volanti. Il metallo funziona come un termosifone del freddo oltre a ricoprirsi di condensa.
Un aiuto può venire dal posizionare un pezzo di isolante tra le finestre e l’oscurante scorrevole quando lo si chiude per la notte. Ne vendono già addirittura fatti di misura per le finestre Seitz.
Provvedete a comperarvi un tappetino di materiale adatto da mettere sul piatto doccia. La plastica al freddo diventa più rigida e un peso troppo concentrato può, alla lunga, favorirne la rottura con la formazione di crepe. Usare il classico graticcio di plastica o legno serve a poco poiché i piatti doccia hanno normalmente delle doghe dove l’ammenicolo si va ad appoggiare aumentando la pressione su spigoli vari. In commercio, nei fai da te, esistono dei tappetini spessi di materiale sintetico traforato che funzionano meglio.
Un ultima cosa: evitate di sigillarvi all’interno. Bisogna mantenere un ricircolo dell’aria dal basso verso l’alto. Quindi, lasciate aperta una presa d’aria in basso che dovrebbe essere presente per legge (altrimenti può essere sufficiente quella delle porte anteriori, ma sul Master ad esempio non c’è) e socchiudete un oblò (anche se hanno la ventilazione permanente). Il clima all’interno sarà decisamente migliore con una differenza impercettibile nel riscaldamento.
Non pretendo di essere stato esaustivo e sicuramente ognuno di voi potrebbe aggiungere qualcosa o contestare qualcos’altro ma mi auguro che possa essere stato utile.
Buon inverno a tutti.