venerdì 9 novembre 2012

I "MIEI" CAMPER PURI









Uno schermo illuminato, una tastiera, una tavoletta elettronica e la pianta del furgone nei minimi dettagli. Se immaginate così la scrivania di un progettista di camper probabilmente non sbagliate. Ma se immaginate la “mia” scrivania non potete essere più lontani dalla realtà.
Le mie creazioni nascono… in camper. Proprio così. Nelle serate invernali, al caldo tepore del piccolo bozzolo, mentre la mia famiglia dorme il sonno dei giusti ed io tiro tardi con le letture, o in quelle calde, estive, con i grilli o le cicale che si fanno sentire dal portellone aperto, la mente si distrae e incomincia a vagare da un mobile all’altro. Nella mente si formano le dimensioni, centimetro dopo centimetro, sportello dopo sportello. La pompa laggiù, il boiler qua, il frigorifero là  sotto…
La mente diventa un foglio bianco, le immagini del mio mezzo trasmutano e si modificano, lo spazio sfruttabile si restringe o si dilata; chiudo gli occhi e visualizzo la tridimensionalità. Una sera, due, tre e l’idea diventa una sfida, la sfida un foglio vero, carta,  penna e un righello. Nasce un primo disegno, una pianta abbozzata, un seme gettato che inizia a crescere. Poi le piante si moltiplicano, sparse su un tavolo e di nuovo la mente scorre sui fogli, gli occhi nuovamente si chiudono e il corpo si posa leggero tra quelle linee. Prova a girarsi, ad aprire gli sportelli, ad entrare in bagno, a cucinare, ad incrociare un’altra anima immaginaria nel corridoio. Si passa? Ci si muove?  E poi, disposti su un lungo piano immaginario, gli oggetti di uso comune, quelli estivi o quelli invernali, un posto per ogni cosa e ogni cosa al suo posto. Alla fine i fogli finiscono la loro storia nel cestino fino a quando non ne rimane che uno. E’ il momento della decisione. Comprare la meccanica è il passo definitivo, senza ritorno, senza ripensamenti, il vero inizio, la prova del nove.
Ma non pensiate che sia tutto deciso. Il tempo di attesa passa lento come lo sguardo sul foglio di carta, lasciato apposta in bella vista, finto abbandonato che ti stuzzica ogni volta che ti avvicini, ogni volta che con la matita provi a spostare una linea, ogni volta che la linea torna al suo posto perché quello “è” il suo posto, provato e riprovato, studiato, definitivo.
Quando arriva, il guscio vuoto ti guarda con cattiveria, ti insinua il dubbio che quello che hai sognato, disegnato, non può che essere sbagliato: lì dentro tutte quelle linee non ci stanno, non possono starci!
Ma anche questa volta, dopo il primo tiepido approccio, tutto inizia a incastrarsi, come in un gigantesco puzzle: difficile, all’apparenza irrisolvibile, ma, una mossa dopo l’altra sempre più definito, chiaro, addirittura ovvio. Sempre la mente, una parete dopo l’altra, un pensile, un piccolo vano, un tubo dell’acqua, sempre lei che immagina come può venire, finito un mobiletto, quell’altro e quello dopo ancora.
La sfida più grande fino ad ora? Il Vars su Trafic passo corto. Mi ci sono voluti due anni di uscite in camper per farci stare tutto. Due sedili full time, la cucina, il mobile capi appesi, il frigorifero, wc e lavandino bagno, boiler a gas, vano bombole e serbatoio acqua potabile, due letti più un altro a scomparsa, tutto in due metri e quaranta, quasi non ci stanno le parole.
Questo è il mio modo di progettare, con la mente e anche con il cuore, per vendere e guadagnare certo, non si vive di sola soddisfazione, ma anche per il piacere della sfida, per lo sguardo scintillante di chi entra nel capannone per ritirare il suo mezzo nuovo, per le telefonate emozionate dopo la prima uscita, per i rapporti umani che, a volte, si creano con i clienti che diventano amici.
Qualcuno mi dice che i miei mezzi sono belli ma sanno poco di… industriale. Ha ragione. Oggi servono le luci a led che illuminano le pareti, le finiture d’alluminio, le centraline touch screen, i televisori a scomparsa dietro i mobili,; così si vendono i prodotti e, a volte, solo a volte per carità, si distraggono i clienti, principalmente i neofiti, dalla sostanza, da quello che serve veramente per godersi il mezzo sempre e comunque. Io non riesco ad uniformarmi. Ogni mezzo nasce come se dovessi usarlo io e, forse, in quelle serate passate a vagare con la mente li ho veramente usati tutti i “miei” camper puri.

Mario Zaro - Helix Camper

giovedì 8 novembre 2012

La Bonetto Family


Sicuramente più bravo a fotografare che a scrivere provo a presentarci…

Canyon del Verdon (Francia)


Da sempre appassionati di fotografia e viaggi, alla nascita della nostra cucciolotta abbiamo deciso di limitare i nostri spostamenti per trascorrere vacanze più tranquille.
Con Alice ormai grandina il “Richiamo della foresta” diventò irrefrenabile, specialmente per me.

Riprendiamo a viaggiare nel 2007 e dopo 2 anni di vacanze itineranti (Spagna del nord, Normandia) macinando in media 4-5.000 Km con il nostro fido Doblò, ma il costo sempre più alto degli alberghi, ci fa fare un pensierino sul possibile utilizzo di un camper.
Daniela, l’emisfero razionale della Famiglia non sembrava contrariata, anzi appariva sollevata dal compito di cercare e soprattutto trovare sistemazione per la notte (economica e pulita) nei nostri continui spostamenti.
A me solleticava l’idea di poter essere sul campo con la “Luce giusta” per i miei reportage fotografici senza dover tornare al punto di partenza per la notte sul “Momento” più bello.
Una cosa mi frenava….erano le dimensioni del mezzo (in seconda posizione il costo).
Con il Doblò non avevamo mai avuto problemi su qualsiasi stradina percorsa anche se sconosciuta compresi gli errori del navigatore.
Decidiamo un'escursione presso i concessionari della zona, ma portavamo a casa sempre il solito consiglio “Per una famiglia di 3 persone assolutamente un mansardato, venite a vedere questo usato di "Solo" 7 metri di lunghezza, una vera occasione….”

Provavo a sedermi al posto di guida, mi voltavo indietro (l'istinto della retromarcia) e vedevo questo simil appartamento e il solo pensiero di dover viaggiare percorrendo le stradine fuori dalle “Rotte classiche” a noi care mi faceva rabbrividire.

Passano così altri 2 anni (Bretagna e Costa Atlantica francese) altri 9.000 Km. di “Giri in giro”.
Un giorno, navigando sul web vedo le foto di un furgone allestito a camper e qui l’illuminazione.
E’ più grande del Doblò, ma a prima vista non sembra “Farmi paura”.
Altri giri nei concessionari dove tutti ci sconsigliano l’acquisto di un lamierato forse perché non ne avevano in vendita.

A settembre 2010 amici camperisti ci propongono un salto al Salone di Parma.
Ci riempiamo gli occhi di VR fantasmagorici, dinette per 8 persone (cos’è la dinette mi chiede Alice). Bagno più grande del nostro di casa, doccia cilindrica trasparente in zona notte con cromoterapia (trasparente…interessante!!).
Passiamo ai furgonati, a parte il prezzo (accidenti costano di più di un mansardato) la convivenza a 3 ci sembrava “Strettina” almeno nei modelli visionati con il lettone posteriore e Alice “E io dove dormo??”

Passano così altri mesi, ma un giorno sul sito di un concessionario che tratta prevalentemente furgonati notiamo un mezzo usato che poteva fare al caso nostro: Lunghezza 5,5 metri, larghezza poco più di un auto con dinette completa (vuol dire posto per le fotocamere per averle sempre pronte) letto basculante e dinette trasformabile velocemente in un secondo letto.
Spazio giorno superiore ai furgonati con lettone posteriore, di contro poco spazio di stivaggio.
L'abbiamo preso così d'istinto e devo dire che dopo 2 anni e quasi 20.000 Km. percorsi non abbiamo ancora sentito la necessità di averne di più.

Abbiamo comunque dovuto imparare a convivere in 3 in questo spazio ridotto a volte con un pizzico d’invidia per i nostri compagni (ci hanno insegnato tantissimo) di viaggio su semintegrale da 7 metri, ma devo dire che la versatilità del Raptor è fantastica e ad oggi non siamo ancora pentiti della nostra scelta.

Toscana (Italy)
                                             

  Alvernia (France)
                                              
 
Buoni Km. a tutti.

La Bonetto Family (Dario, Daniela e Alice) su Petit (Adria Space)

Normoraptortipo





In questo post tenterò di descrivere il profilo del classico possessore di raptor denominato LAMIEROTIPO.
Il lamierotipo è una specie in continua evoluzione,diffusione e crescita. E' principalmente diffuso nel centro e nord Europa ma comincia a prendere piede anche al sud.
E' un bipede  razionale, ed  è tranquillo fino a quando riesce a controllare le cose che gli stanno intorno. Di solito è attento ai consumi ( gasolio,  acqua,  elettricità, ecc) e odia gli sprechi, ma ci sono dei brontoderivati ancora in fase evolutiva non ancora pienamete trasformati.
Le altre razze (BRONTOSAURI) definiscono il lamierotipo un "*******" per la sua oculatezza nei comportamenti e consumi durante i viaggi.

In principio erano solo coppie,  raramente  accompagnati dalla prole (al massimo qualche pelosone).
Attualmente l'evoluzione della specie comprende  anche famiglie  di 5 persone, cosa impensabile fino a poco tempo fà (evitiamo i soliti commenti  in merito al CAPITANO della nave).
Spesso il lamierotipo utilizza il suo mezzo come seconda macchina, per non smentire la sua proverbiale attitudine a razionalizzare e non vuole cambiarlo  solo per apparire, anche se è sempre ben informato sulle evoluzioni del mercato.
Abitudine molto diffusa tra i lamierotipi è battezzare il proprio mezzo con nomi che hanno un significato sconosciuto ai più.
Anche nel mondo dei lamierotipi del sud Europa stanno prendendo piede i LAMIEROPSEUDOSPORTIVI. Una particolare variante della razza che attrezza il proprio raptor come una macchina da F1 (riferimenti a cose o persone sono puramente casuali). Questa sottospecie (intesa come variante in minoranza della specie) impiega il proprio tempo nell'abbindare  il proprio mezzo con minigonne (non quelle che pensate voi), cerchi in lega e assetti variabili durante tutto il tempo dell'anno e non solo nel peiodo degli amori.
Mettiamo alcune foto di lamierotipi scattate nel loro ambiente naturale che evidenziano in maniera inequivocabile l'eleganza e il portamento di questa bellissima e regale razza.



KIRK
ENTERPRISE: Possl Roadcruiser del 2011
FABIO E ANNA
PIACENZA


TOPANGA E LA VERA TOPANGA
RAPTY: KNAUS BOXSTAR SOLUTION  2012
MAURO, DEBORAH, JURIJ e ZOE
PADOVA



DARIO BONETTO
 PETIT:  ADRIA SPACE
DARIO, DANIELA E ALICE
TORINO

GATTUATI
DODO: GLOBECAR CAMPSCOUT 2011
PAOLA E GABRIELLA
MILANO



LUVAL 
***** , ADRIA  TWIN 2008
LUCA, SIMONA, CHIARA E MARCO
MONZA E BRIANZA 

PAOLO E PAOLA
LUI: ADRIA TWIN 2008
PAOLA E PAOLO
BRESCIA
CUSTODE
MES
*****:PROTOTIPO MES ITALIA
STEFANO, STEFANIA, MATTEO, SILVIA E EMMA
VICENZA





VIDEODUE  Amm. Gruppo Fb
FRANCO E FRANCESCA KNAUS BOXSTAR STEET 600 2008 
NAPOLI



NIGIO
POLLICINO : ROLLER TEAM LIVINGSTONE 2 PRESTIGE 2011
NIGIO ( GIOVANNI )  SILVIA ( LALEO)
CERVIA ( RA )




LUCKY JOINT
JOINT AVVENTURA DUCATO 2.3
LUCIANO e STEFANIA
VENEZIA



Massimo Pedron Family
...... Adriavan 2004
..........................................
TREVISO


NEMESIS
........................HELIX MASTER 2.5 (?)
MARIO & FAMILY
TORINO